SIDERNO (RC): DIPENDENTI DELLO STUDIO RADIOLOGICO NEL PANICO, A RISCHIO I LORO POSTI DI LAVORO ?

R. e P.

STUDIO RADIOLOGICO Assemblea dei Lavoratori
Allo stato attuale e se non intervengono importanti novità da parte della Commissione
Straordinaria della ASP nº 5, il primo Novembre lo Studio Radiologico non avrà più le condizioni
minime necessarie per continuare l’attività.
Questa è il punto di arrivo di una assurda vicenda che ha avuto inizio il 23 maggio u.s.
La Magistratura di Reggio Calabria, nell’ambito di una inchiesta su presunte truffe ai danni della
ASP, procede ad un sequestro cautelativo a carico dei conti correnti dei titolari dello Studio
Radiologico. Si avvia una fase istruttoria nella quale verranno accertate le condizioni per un rinvio
a giudizio o, viceversa, ascoltate le ragioni dei legali dello Studio, concludere con un
proscioglimento.
In nessun caso si sarebbero determinate le condizioni di impedire il regolare proseguimento della
attività allo Studio.
Questa sarebbe la normale evoluzione di un procedimento giudiziario, se vivessimo in una
normale condizione di uno Stato di Diritto.
Così non è.
La attuale direzione della ASP nº 5 di Reggio Calabria, che ricordiamo essere in mano ad una
Commissione prefettizia, ispirata da un avvocato, consulente esterno della stessa Commissione,
assumendo poteri assoluti, ha già decretato le fine del procedimento giudiziario, anticipando
decisioni che spettano alla Magistratura ordinaria. Secondo quanto avvertito nell’incontro
avvenuto ieri in Prefettura, loro, i Commissari prefettizi, per bocca del consulente, hanno già
decretato la condanna ed emesso una sentenza inappellabile: lo Studio Radiologico deve essere
soppresso.
A nulla sono valse, le dichiarate disponibilità dei titolari dello Studio di studiare forme aggiuntive di
garanzia per la ASP, oltre quelle già predisposte dalla Magistratura. L’asticella da saltare veniva
posta sempre più in alto.
A nulla sono valse le ragioni dei rappresentanti sindacali di cercare una soluzione per garantire il
pagamento degli stipendi al Personale che, lo ricordiamo, non lo riceve più da quattro mesi.
L’atteggiamento tracotante, chiuso, burocratico, di chi ritenendosi investito da poteri
extraterrestri, pensa di non avere alcun dovere di tenere in considerazione gli effetti collaterali
delle proprie azioni. Effetti che non tarderanno purtroppo a realizzarsi e che consisteranno
nell’avvio della fase di licenziamento del Personale (100 Lavoratori), la sospensione della attività di
diagnostica per migliaia di Utenti che provengono da tutta la Regione Calabria ed a catena, le
varie ripercussioni che ci saranno su tutti quei soggetti, fornitori di beni e servizi, che con lo
Studio hanno intrattenuto in questi anni, regolari rapporti.
Questo è, ridotto all’osso, lo stato di una vertenza che ha dell’incredibile.
Una vertenza che, lo vogliamo ribadire ancora una volta, non mette assolutamente in discussione
il lavoro della Magistratura teso a fare luce su presunte irregolarità nei rapporti finanziari tra la ASP
di Reggio Calabria ed una Azienda, leader nel settore della diagnostica per immagini, ma che
nasce dalla gravissima responsabilità che si assumono i tre Commissari prefettizi i quali,
sostituendosi al potere giudiziario, emettono sentenze e condanne del tutto abusivamente.
Le Organizzazioni sindacali dei Lavoratori vogliono lanciare un grido di allarme a tutte le forze
politiche, alle istituzioni, alle organizzazioni ed associazioni e soprattutto ai liberi Cittadini, presenti
sul territorio Locride e della Regione Calabria, perché reagiscano a questa mostruosità e si
facciano carico della responsabilità del ripristino della normale dialettica giuridica e democratica.
In gioco non c’è solo il Lavoro dei cento lavoratori, cosa che nella nostra terra dovrebbe essere
già sufficiente a destare il giusto allarme.
In gioco ci sono i Diritti di migliaia di Cittadini