Mileto, la proposta del vescovo per aprire la chiesa di Natuzza

Nella foto Natuzza Evolo e monsignor Luigi Renzo

Il vescovo di Mileto, monsignor Luigi Renzo, è intervenuto sul futuro della fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” a cui da due anni è fatto divieto di svolgere attività di culto e su quello del santuario mariano “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”, tanto caro alla Serva di Dio Natuzza Evolo, non ancora aperto al culto prospettando con una lettera ai soci della Fondazione e ai Cenacoli di preghiera le possibili soluzioni.

Per quanto riguarda la chiesa “trattandosi di un edificio di proprietà privata, ma comunque destinato al culto pubblico ed alla pastorale”, volendo rispondere alle attese e alle richieste più volte manifestate sia da codesta fondazione, sia dei cenacoli di preghiera, meritevoli entrambi di aver curato con generosità e con libere offerte di tutti la costruzione della chiesa”, chiede che venga assegnata in comodato d’uso gratuito per 99 anni alla diocesi con “l’impegno a procedere ad una sollecita consacrazione, ma anche costituirla, salvo i tempi canonici necessari, in rettoria in vista della sua successiva elevazione santuario diocesano”.

Per quanto concerne lo statuto, il vescovo Renzo “visto che, malgrado i tentativi fatti in questi anni, si continua a ritenerlo ‘intoccabile’ e da non dover in nessun modo modificare, la Fondazione, essendo di fatto senza più riconoscimento canonico ormai dal l° agosto 2017, in piena libertà e responsabilità, se crede, potrà conservarselo nell’attuale forma, chiaramente purificato dei riferimenti ad attività di culto e di pastorale, provvedendo, in tempi brevi, ad un suo nuovo riconoscimento solo civile e con una diversa identità giuridica consentita dal Codice civile”.

A tale scopo “per venire incontro e facilitare il perfezionamento da parte della Fondazione di queste nuove procedure civili, la Diocesi, prima di provvedere come suo dovere alla trasmissione al Ministero di un nuovo decreto di revoca, è disposta a ritardare i tempi perchè la predetta trasformazione possa tecnicamente prodursi senza conseguenze soprattutto finanziarie”.

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