LOCRI (RC): LA POLITICA SANITARIA, CIECA E SORDA, UNA VERA MINA ANTIUOMO. “EMERGENCY” PER L’OSPEDALE

Mostrarsi ciechi e sordi dinanzi agli appelli che giungono dalla popolazione calabrese, sofferente sulla propria pelle, per il degrado della sanità, è il metodo di lavoro adottato dalla politica sanitaria. <<Occorrerebbe l’associazione “Emergency” di Gino Strana, che offre cure mediche alle vittime di guerra delle mine anti uomo, per “soccorere” l’Ospedale di Locri, distrutto dalle bombe di una politica sanitaria cieca alle necessità della popolazione, e sorda alle voci delle Istituzioni , tra cui i Sindaci della Locride, costretti ad una grande mobilitazione di protesta che avverrà il 14 novembre al cospetto della sede del Governo, il Palazzo Chigi di Roma, a difesa dell’Ospedale di Locri, avendo richiesto un incontro al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, al fine di porre, tempestivamente, una soluzione per l’Ospedale di Locri>>, dichiara il Dott. Bernardo Misaggi, primario di chirurgia vertebrale all’istituto ortopedico Gaetano Pini di Milano, che vorrebbe esprimere la sua vicinanza ai primi cittadini della Locride che lottano per le problematiche legate alla sanità calabrese. <<I Sindaci non possono e non sono più disposti ad assistere da spettatori passivi a questa condizione di sofferenza a cui è stata ridotta la loro gente, nel comprensorio della Locride il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione della Repubblica Italiana, viene tragicamente negato ai loro cittadiniLe scene a cui si assiste quotidianamente, all’interno della struttura ospedaliera, assumono un carattere surreale, trattandosi di pazienti costretti a stazionare nel Pronto Soccorso giornate intere, senza poter ricevere adeguata assistenza medica, e, di reparti che, a fasi alterne, vengono chiusi e riaperti per l’impossibilità di dare copertura ad ogni turnazione di lavoro. Situazione ancor più grave, è la chiusura completa o addirittura il grave ridimensionamento di reparti, come l’Ortopedia, la Medicina,  la Geriatria e il Centro Trasfusionale, per cui si sono ravvisati possibili reati penali, con l’apertura di un’inchiesta da parte della Magistratura.>>. La situazione, ben delineata, dal Dott. Misaggi crea un reale filo logico delle cause che hanno portato all’appello dei Sindaci al Presidente Gentiloni, scrivendo: “ogni rappresentante del popolo italiano, dalle cariche più alte dello Stato alle deputazioni parlamentari – e in modo particolare quella calabrese -, non può non prendere coscienza del fatto che se quella descritta continuasse a rappresentare una delle tante e ataviche questioni irrisolte, significherebbe decretare, in questa terra, l’abdicazione definitiva della Repubblica Italiana”. Misaggi, con spirito oggettivo, spiega, che questa vicenda rappresenta la punta dell’iceberg della sanità calabrese, martoriata da un lungo e inefficace commissariamento, che con la sola logica economica, al fine di pianificare il rientro dal grave deficit di bilancio, ha effettuato tagli assurdi e irrazionali senza considerare i bisogni della popolazione, pur avendo dato incarico, lautamente pagato e sempre prorogato, ad una nota società esterna che non ha, ancora ad oggi, reso noto il deficit di bilancio. il Presidente Oliverio, dal momento in cui si è insediato, ha ingaggiato un lungo braccio di ferro, da prima con il Governo Renzi, e dopo con il Governo Gentiloni, per sostituire il commissario della sanità Scura, portando ad una situazione di “un commissario che sostituisce un altro commissario”, e non di formare un’efficace task-force, per risolvere i gravosi problemi della sanità; attuando la nomina di un Assessore della Sanità ed una Direzione del Dipartimento Sanità, con cui proporre delle reali soluzioni ai numerosi e gravosi problemi sanitari, al fine di risolvere l’inqualificabile gestione del disservizio, causa di disagi per i pazienti che hanno dovuto subire trasferimenti ad altre sedi ospedaliere e per i familiari sottoposti a conseguenti sacrifici logistici ed economici. Incatenarsi dinanzi a Palazzo Chigi, sede del Governo, per ottenere la nomina a commissario della sanità, occupata da Scura, è un gesto a dir poco spettacolare, quanto inutile, fatto dal Presidente Oliverio, ormai sconfitto dai suoi governi romani. Sarebbe opportuno e utile, far partecipare a un tavolo comune, il commissario Scura e Brancati, Direttore Generale dell’Asp di Reggio Calabria per porre fine a questa penosa e patetica polemica sulle “proprie responsabilità” sulla gravissima situazione che si è creata all’Ospedale di Locri, smettendo di giocare allo scarica barile dando la colpa l’uno all’altro e viceversa. Il dott. Misaggi conclude esprimendo la propria solidarietà ai Sindaci della Locride, nella speranza che possano essere ricevuti, e ascoltati dal Presidente Gentiloni, per porre fine a questa sofferenza della vasta comunità della Locride.

Maria Chiara Mangiavillano