LE FERRIERE DI MONGIANA, UN GRANDE PATRIMONIO STORICO DELLA CALABRIA 

Aristide Bava
SIDERNO – Quanti , anche tra i cittadini calabresi di questa fascia di territorio, conoscono la storia delle Ferriere di Mongiana ? Eppure la storia delle “Reali Ferriere ed Officine di Mongiana” è oltre che antichissima, decisamente importante anche dal punto di vista storico e culturale. Risale all’attività di fonderie fenicie delle quali restano testimonianze nel territorio tra Stilo e Serra San Bruno e si intreccia con la storia del Sud. E proprio alla storia dello stabilimento siderurgico di Mongiana sarà dedicato un Convegno di studi che si svolgerà il 19 e 20 maggio al MuFar (Museo fabbrica d’Armi Reali Ferriere Borboniche) di Mongiana (Vibo Valentia) per iniziativa dell’Associazione Due Sicilie di Gioiosa Ionica, del Comune, della Delegazione di Calabria del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, e dell’Osservatorio Due Sicilie, con la collaborazione della Fondazione Il Giglio. La storia delle Ferriere parte dal 1094 quando Ruggero il Normanno firmò a San Brunone, fondatore dell’Ordine dei Certosini, la concessione per lo sfruttamento delle miniere di ferro e dei forni fusori del circondario di Stilo e Arena. Un’attività di estrazione e fusione proseguita ininterrottamente nelle Calabrie fino alla fondazione dello stabilimento, la cui data di fondazione è più incerta, a causa dell’opera di distruzione della memoria storica avvenuta con l’unificazione. La progettazione viene collocata nel 1768, nel Regno di Ferdinando IV di Borbone. Da quel momento, Mongiana diventa Polo industriale e militare e conosce uno straordinario sviluppo. La struttura nel 1850 viene ampliata e rimodernata fino ad un’estensione di 16 mila metri quadrati coperti, con tre altoforni. Nel 1860 la documentazione storica ci dice che contava 1000 operai (oltre 2 mila occupati con l’indotto), integrandosi con le Officine di Pietrarsa (Napoli) nel polo siderurgico delle Due Sicilie. Nello stesso periodo, tanto per avere un’idea, l’Ansaldo di Genova contava meno di 500 operai. Nello stabilimento calabrese si produceva ghisa di ottima qualità, armi, tra le quali il famoso fucile Mongiana e semilavorati, compresi quelli per il ponte sul Garigliano e per le rotaie della ferrovia Napoli–Portici. E’ doveroso ricortdare che sulle Reali Ferriere ed Officine di Mongiana è stato inaugurato nel 2013 un museo multimediale. Adesso la storia delle Ferriere sarà nuovamente messa sotto i riflettori. Al convegno sono previste relazioni del Prof. Danilo Franco, studioso di archeologia industriale, della prof.ssa Carmela Maria Spadaro (Università Federico II), del Prof. Gennaro De Crescenzo, presidente del Movimento Neoborbonico.