L’Aido di Locri ha incontrato Papa Francesco

di Domenica Bumbaca

Due volontarie della sezione Locri dell’Aido sono state ricevute lo scorso 14 aprile, insieme ad altri 400 soci dell’associazione nazionale, dal Santo Padre in occasione della Giornata Nazionale Donazione e Trapianto di Organi e Tessuti. L’udienza con Papa Francesco per la delegazione di tutte le sezioni AIDO è stata una occasione per condividere un momento di profonda spiritualità, perché per un credente l’incontro con il Papa è un qualcosa di straordinario. Un’esperienza indimenticabile e a raccontare il viaggio sono Rosita Coluccio e Rosanna Reale del gruppo Aido sezione Locri.

Cosa ha significato questo viaggio per voi?

Appena appresa la notizia abbiamo subito esclamato “Parteciperemo ad un incontro col santo Padre !!!”  che emozione. Questa la sensazione da brividi provata inizialmente, per poi ragionare sul motivo dell’incontro che ha un valore inestimabile, perché proprio con Papa Francesco  abbiamo potuto condividere l’importanza della donazione e dalle sue parole è emersa ancora di più la volontà di proseguire questo cammino come atto di generosità da incoraggiare.

L’evento – inoltre- aggiunge Rosita Coluccio- ha permesso a me e a Rosanna Reale di rappresentare Aido Locri, e incontrare gli altri rappresentanti di tutte le regioni. Poi sabato mattina mentre eravamo in fila, mi sono resa conto che io rispetto a tantissimi altri ero un po’ privilegiata , si perché io parlo con le persone del valore della donazione e nello stesso tempo, da trapiantata, so cosa vuol dire stare dall’altra parte. So cosa significa essere in lista d’attesa per un organo, aspettare quella telefonata che ti da la possibilità di una nuova vita.

Questa consapevolezza – continua emozionata la Coluccio-  mi ha fatto sentire doppiamente fiera di essere lì, io sono la prova che bisogna sensibilizzare. Bisogna dire alle persone perché è importante donare, spiegare che una volta morti i nostri organi non ci serviranno a nulla ma al contrario se diciamo “SI” alla donazione molte altre persone potranno tornare a vivere, non sarà stata una morte vana. Io credo fermamente in tutto questo e visto che qualcuno mi ha lasciato una parte di se, vuol dire , che qualcun altro ha fatto sensibilizzazione prima di me.

Molte volte ci chiediamo come mai la gente sembra indifferente di fronte a questa importante  tematica,  la risposta forse può essere che semplicemente  non conoscono questa realtà  e se ne parla ancora troppo poco e forse male. Credo che anche la televisione, i giornali e i social dovrebbero occuparsene di più.

La consapevolezza di essere al posto giusto per vivere con intensità e commozione un momento così importante hanno trovato poi il massimo delle emozioni quando dopo aver ascoltato le parole del Papa “la donazione di organi è un gesto di fraternità e dono a Dio”, le volontarie hanno portato in dono al Santo Padre  un piccolo quadro, con una preghiera per tutti coloro che hanno donato. «Perché – conclude Coluccio-  è vero che dobbiamo occuparci di sensibilizzare  le persone a donare ma è anche importantissimo ricordarci chi ha donato».

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