Il no di Gratteri alla liberalizzazione della “cannabis”

“Uno stato democratico non può permettersi il lusso di depenalizzare qualcosa che fa male”. Con questa affermazione, pronunciate dallo studio di un salotto televisivo, il Procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri si è schierato decisamente contro la proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis. Una idea che affatto piace al pm reggino che commenta: “Sono contrario anche alla vendita di sigarette, liquori e videopoker”. Ma a rimpinguare le fila del fronte proibizionista non c’è solo Gratteri. Di stesso avviso si sono detti, infatti, anche Giovanardi, Gasparri, Gentile e Lupi. Secondo il pm, comunque, liberalizzare significherebbe trovare in farmacia un prodotto che costerebbe il doppio rispetto al mercato nero. Si creerebbero, dunque, dei canali di vendita di contrabbando sempre in mano alla criminalità organizzata. Senza contare che se il costo dovesse, invece, essere basso potrebbe aumentare, e anche di molto, l’area del consumo. La posizione del Procuratore aggiunto, insomma, sembra essere chiara anche se in decisa contrapposizione con quanto sostenuto dalla Direzione nazionale antimafia che in una recente relazione aveva parlato di “totale fallimento dell’azione repressiva” rimandando al Parlamento il compito di valutare se sussistono le condizioni di una opportuna depenalizzazione della materia. Porta bandiera dei promotori della legalizzazione della cannabis sembra essere, invece, Benedetto della Vedova. L’ex radicale si schiera contro Nicola  Gratteri, portando a sostegno della sua posizione l’esempio di quanto sta avvenendo in Colorado: “Lì la legalizzazione sta funzionando perchè c’è una concorrenza rispetto agli ultraprofitti che faceva la criminalità organizzata senza contare che questa economia legale adesso produce gettito pubblico e fa risparmiare”. La proposta di legge, tuttavia, sembra avere già parametri stabiliti: i maggiorenni potranno detenere una modica quantità per uso ricreativo; divieto, invece, per i minorenni; sarà possibile coltivare fino a 5 piante ma non si potrà vendere il raccolto; ok alla vendita al dettaglio e no al consumo in luoghi pubblici, parchi compresi; infine, la guida in stato di alterazione sarà punita con le relative sanzioni previste dal codice stradale.
ALESSANDRA BEVILACQUA
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