Editoriale: la già prevista caduta dell’invincibile “armata Brancaleone” targata Pietro Fuda

L’annuncio dagli effetti devastanti è arrivato mercoledì sera nel pieno della conferenza stampa, aperta al pubblico, in occasione della festa di Sinistra Italiana che si teneva all’interno della Villa Comunale. Su proposta del Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, il consiglio comunale della città di Siderno è stato  sciolto per infiltrazioni mafiose.  Qualche minuto prima, in nome della democrazia e della libertà d’espressione che regnava in città, in una manifestazione pubblica, era stato impedito a qualche giornalista di potersi sedere assieme ai colleghi per porgere delle domande al Primo Cittadino, segno inequivocabile del palpabile nervosismo e della volontà del Sindaco di evitare il più possibile domande “scomode” . L’Amministrazione “democratica” ha impedito la trasmissione delle sedute consiliari via streaming con una votazione a maggioranza. Di domande  legittime, per la verità, ne avremmo voluto fare parecchie, sia al Sindaco Fuda che al suo partner privilegiato, Domenico Panetta. Adesso tutti grideranno al complotto.  Tutti daranno contro l’istituzione statale che ha deciso per lo scioglimento. Ma come scrissi in un editoriale del 2015, sembrava abbastanza strano che a Siderno (dopo un lungo commissariamento per mafia) da un accordo politico quantomeno “ambiguo”, frutto di una sintesi tra due “dinosauri” della politica nostrana come  Pietro Fuda e Domenico Panetta potesse nascere qualcosa di positivo per la nostra città. All’epoca fui l’unico a definirla come un’invincibile “armata brancaleone”. Ed i risultati si sono visti. Un accordo, lo ricordiamo, che alle elezioni comunali del 2015 è valso l’84 % dei voti validi. Qualche mese prima il dott. Pier Domenico Mammì del Pd rinunciava a partecipare alla primarie a seguito di un messaggio intimidatorio. La nuova era Fuda iniziava con la spartizione degli assessorati. Avendo preso più voti di tutti, come da prassi consolidata, sarebbe dovuto toccare a Mariateresa Fragomeni il ruolo di presidente del consiglio comunale ma il sindaco cambiava idea e rompeva l’accordo. Sulla decisione di Fuda (secondo alcuni bene informati) influivano le forti pressioni esercitate da Panetta in rotta di collisione proprio con la Fragomeni (sua parente e sua  pupilla) che alle  elezioni regionali di qualche mese prima aveva  sponsorizzato la  candidatura del reggino Seby Romeo.  Ai neo nominati in giunta Annamaria Romeo e Paolo Fragomeni, i compagni del Pd, chiedevano di allinearsi rinunciando all’incarico ma tutto ciò non accadeva.  Paolo Fragomeni diventava così il nuovo presidente del consiglio comunale mentre la fedelissima Annamaria Romeo veniva scelta come vicesindaco.  La spartizione era così definita: due assessori a Fattore Comune(strano ma vero), uno al Centro Democratico e uno a “Siderno libera”. Pietro Fuda  perderà poi per strada, oltre ai quattro consiglieri del Pd, anche Totò Sgambelluri che si sganciava da “Siderno libera” per confluire nel Nuovo Pci e il giovane Vincenzo De Leo che dal Cd  passava a Forza Italia.  Da una maggioranza “bulgara” in consiglio comunale si arrivava ad una “risicata” con delibere importanti che passavano solo grazie ai voti determinanti del Sindaco e del presidente del consiglio Paolo Fragomeni. In questa conta numerica aveva un peso determinante l’assenza in consiglio (quasi continua per problemi di salute)  dell’unico esponente della lista “ Il Volo”, dott. Michele Cataldo, che faceva abbassare di molto il quorum di maggioranza per la votazione in aula. Il clima politico in città veniva ulteriormente “avvelenato”  dalla pubblicazione sui giornali di alcune intercettazioni  che coinvolgevano indirettamente elementi della maggioranza e una serie di episodi criminosi  come i due attentati intimidatori  alla stessa Mariateresa Fragomeni  e l’incendio alla macchina del consigliere Giorgio Ruso che successivamente lo inducevano alle dimissioni. Oggi il Sindaco Fuda, nelle conferenze stampa , snocciola una serie di opere da lui realizzate. Dice che finalmente, dopo anni, sono iniziati i lavori di ripristino del lungomare finanziati peraltro con fondi della regione.  Noi rispondiamo dicendo che non è bastato nemmeno un concorso internazionale di idee per delineare il prospetto futuro del luogo turistico più importante della città. Volevamo chiedergli a che punto sta il Piano Spiaggia Comunale che, a quanto pare, ancora non è stato approvato. Della Casa della Salute, della presunta seconda vita di Siderno Superiore, delle problematiche infrastrutturali dei  rioni e delle contrade dove le strade sono ancora disastrate e a rischio frane. Della Diga sul Lordo, dove, nonostante i sopralluoghi del Presidente Oliverio e l’idea del parco urbano, non si sono registrate  rilevanti novità . Nessuna soluzione è stata trovata per i due cimiteri cittadini che si pensava si potessero ampliare così come nessuna novità c’è stata circa l’auspicato implemento della rete di distribuzione del gas metano verso le popolose contrade Donisi, Mirto, Garino, Zammariti, ancora tagliate fuori dal servizio. Non parliamo del Piano strutturale comunale nonostante le tante riunioni predisposte in Comune, dello svincolo della nuova 106 posto in una zona decentrata del paese. Nessuna novità circa l’utilizzazione dei fondi europei, nessun mutuo o agevolazione per le imprese locali, nessun uso di nuove tecnologie e nessuna rappresentanza all’interno della neonata Città Metropolitana nonostante il grande peso politico che la città di Siderno avrebbe potuto esercitare nell’ambito del nuovo ente territoriale che ha sostituito la Provincia. Sull’impiantistica sportiva si è fatto poco:  si sono fermati i lavori di completamento del campo sportivo di località Mirto, la pista di atletica dello stadio “Raciti” è in condizioni precarie, nessuna novità per la gestione della piscina comunale e del centro polifunzionale. Si è mossa solo qualcosa che riguarda la realizzazione del palazzetto dello sport. Come segno tangibile di quest’amministrazione rimarrà indelebile un’ avveniristica pista ciclabile che consegneremo alle future generazioni. Sul completamento del teatro comunale sembra che sia calata una “cappa”. Non si hanno notizie. La conversione dell’illuminazione pubblica con la tecnologia a Led sembra lontana “anni luce” nonostante i comunicati stampa di rassicurazione. Come successo ci portano la riapertura a Siderno dell’ ufficio del giudice di pace con costi esorbitanti (centinaia di migliaia di euro a carico del comune) spese risibili in proporzione al numero di cause iscritte al ruolo. Tantissimi gli incarichi professionali sia per tecnici che professionisti nel campo dell’edilizia pubblica. Per tre anni il Sindaco Fuda ha continuato a dire che il Comune stava per uscire dal dissesto ma prima dello scioglimento nessun atto pubblico ha ufficializzato  questa  fuoriuscita dallo stato d’emergenza.  Solo due grandi manifestazioni: il ritorno della “sguta” costata un sacco di soldi a carico dei contribuenti sidernesi e “Siderno Salvati” per richiamare l’attenzione (senza nessun risultato concreto) sulla bonifica dell’area dell’ex fabbrica della Bp. Tre stagioni estive da dimenticare. Non si è riusciti a tenere il passo rispetto ai grandi eventi locridei. Il pretesto che il comune di Siderno non avesse soldi da spendere non è bastato a far recuperare i soldi dovuti all’Ente da ex amministratori condannati in passato dalla Corte dei Conti con sentenza passata in giudicato per danno erariale. Non si sono avute più notizie certe sulle presunte contaminazioni delle falde acquifere di contrada Pantanizzi. Però qualcosa si è fatta in tre anni: la bitumazione della tangenziale, quella della zona industriale e del corso della Repubblica. Può bastare questo per dire che l’amministrazione Fuda sia stata efficiente?  A voi lettori la risposta ! Infine una mia curiosità: come mai Panetta, in occasione dell’ultima conferenza stampa del Sindaco, non era al suo fianco a metterci la faccia ?

Antonio Tassone