C’E’ TROPPA DISATTENZIONE, NELLA LOCRIDE, SULLA PROBLEMATICA ZES

Aristide Bava
SIDERNO. Mentre la numero uno della Cgil Susanna Camusso , nella sua recente visita calabrese, in quel di Gioia Tauro, invoca «una politica di sviluppo complessiva, perché se non si cammina insieme la partita della crescita rischia di essere persa” ancora una volta la Locride, uno dei territori piu’ abbandonati d’ Italia, continua ad essere mortificato perchè se le cose rimangono quelle che attualmente sono, rimarrà senza Zes. E il fatto ancora piu’ grave è che, sul territorio,di questo fatto si parla molto poco. La recente nota polemica di Giuseppe Romeo, esponente di Ardore di Forza Italia, sulla penalizzazione che ancora una volta la fascia jonica reggina andrebbe a subire se la Zes venisse approvata definitivamente nella sua forma attuale dovrebbe aprire ( o riaprire ) senz’altro un dibattito al quale ci pare che i sindaci della Locride su un argomento di così grande importanza dovrebbero essere maggiormente presenti. Il dubbio principale è che molti di essi non si siano resi conto dell’importanza che questo nuovo strumento economico e sociale potrebbe avere per lo sviluppo della Calabria e significatamente del territorio della Locride che di questa Calabria è certamente l’anello piu’ debole. Un altro dubbio , e sarebbe ancora piu’ grave, è che i sindaci , ormai acciaccati da una miriade di problemi che non riescono a risolvere sono stanchi di affrontare altre battaglie nella forte convinzione che sono battaglie perfettamente inutili perchè si portano appresso una sconfitta dopo l’altra. Se poi ci sono altri motivi – e probabilmente ci saranno – per il momento a noi , che il problema lo abbiamo sollevato piu’ volte, e soprattutto alla gente che segue con un minimo di attenzione le vicende della propria terra, questi motivi sono del tutto sconosciuti e forse Franco Candia e Rosario Rocca che sono i presidenti rispettivamente dell’ assemblea dei Comuni e del Comitato dei sindaci farebbero bene a renderli noti. In tempi pregressi nella Locride si sono svolti tutta una serie di convegni e incontri per mettere a fuoco l’importanza della Zes per il territorio e lo stesso Pietro Fuda, sindaco di Siderno, che per la sua lunga esperienza politica a livello regionale e a livello nazionale in piu’ occasioni anche durante le varie assemblee dei sindaci, tra una polemica e l’altra , non ha mancato di mettere sull’avviso i suoi colleghi che l’argomento era tutt’altro da sottovalutare . E,allora, perchè questo prolungato silenzio ? Lo stesso Candeloro Imbalzano, già autorevole consigliere regionale , nei giorni scorsi ha diffuso una lunga nota evidenziando certe “stranezze” della Zes. Ha evidenziato anche che ” l’esclusione della Locride ed in particolare delle zone a destinazione industriale non trova alcuna giustificazione” . Una affermazione che non è di poco conto e non tanto e non solo perchè arriva da persona che ,anche per i suoi trascorsi politici, è profondo conoscitore del territorio calabrese e della provincia reggina, ma anche perchè è innegabile che se c’era – e speriamo ci sia – un territorio da privilegiare a causa della precarietà delle sue condizioni, in netto contrasto con le grandi potenzialità che potrebbe offrire, è proprio il territorio della Locride. Il porto di Roccella, incredibilmente escluso dalla Zes , è solo uno degli aspetti che si potrebbe richiamare, ma è l’intero territorio della Locride , da Melito a Monasterace , che gronda di possibilità culturali, turistiche e sociali che aspettano solo una spinta per diventare produttive. Ma, purtroppo, bisogna prendere atto che questa spinta non arriva mai . Non sarebbe il caso di riprendere (almeno) il delicato argomento ? Giriamo ai sindaci questo interrogativo.